31/07/2010

COMUNICATO SUL PERCHE’ LE STRADE SI DIVIDONO TRA Fini il PDL e Berlusconi testo integrale della bozza del documento votato dall'Ufficio di Presidenza del PdL il 29 luglio 2010 tratto da Ragionpolitica

L'Italia necessita di profondi cambiamenti sia nella sfera economica che in quella politica e istituzionale. L'azione del nostro governo presieduto da Silvio Berlusconi e la nascita del Pdl rappresentano, ciascuno nella propria sfera, la risposta più efficace alla crisi del Paese. Il governo ha dovuto agire nel pieno della crisi economica più grave dopo quella del 1929, riuscendo ad evitare, da un lato, gli effetti più dirompenti della crisi sul tenore di vita delle famiglie e dei lavoratori, e, dall'altro lato, preservando la pace sociale e la tenuta dei conti pubblici. Con la nascita del Pdl, dall'altra parte, la vita politica italiana ha fatto un ulteriore passo in avanti verso la semplificazione e il bipolarismo. Occorre aggiungere che, in questi anni, gli elettori hanno sostenuto e premiato sia l'azione del governo che la nuova realtà politica rappresentata dal Pdl.

Immediatamente dopo il nostro congresso fondativo, tuttavia, e soprattutto dopo le elezioni regionali, sono intervenute delle novità che hanno mutato profondamente la situazione, al punto da richiedere oggi una decisione risolutiva. Invece di interpretare correttamente la chiara volontà degli elettori, nella vita politica italiana hanno ripreso vigore mai spente velleità di dare una spallata al governo in carica attraverso l'uso politico della giustizia e sulla base di una campagna mediatica e scandalistica, indirizzata contro il governo e il nostro partito, che non ha precedenti nella storia di un Paese democratico. L'opposizione, purtroppo, non ha cambiato atteggiamento rispetto al passato, preferendo cavalcare l'uso politico delle inchieste giudiziarie e le speculazioni della stampa piuttosto che condurre un'opposizione costruttiva con uno spirito riformista.

Ciò che non era prevedibile è il ruolo politico assunto dall'attuale Presidente della Camera. Soprattutto dopo il voto delle regionali, che ha rafforzato il governo e il ruolo del Pdl, l'On. Gianfranco Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del Presidente del Consiglio. Non si tratta, beninteso, di mettere in discussione la possibilità di esprimere il proprio dissenso in un partito democratico, possibilità che non è mai stata minimamente limitata o resa impossibile. Al contrario, il Pdl si è contraddistinto dal momento in cui è stato fondato per l'ampia discussione che si è svolta all'interno degli organismi democraticamente eletti. Le posizioni dell'On. Fini si sono manifestate sempre di più non come un legittimo dissenso, bensì come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo sottoscritto con gli elettori e votato dalle Camere, come una critica demolitoria delle decisioni prese dal partito, peraltro note e condivise da tutti, e infine come un attacco sistematico diretto al ruolo e alla figura del Presidente del Consiglio.

In particolare, l'On. Fini e taluni dei parlamentari che a lui fanno riferimento hanno costantemente formulato orientamenti e perfino proposte di legge su temi qualificanti, come ad esempio la cittadinanza breve e il voto agli extracomunitari, che confliggono apertamente con il programma che la maggioranza ha sottoscritto solennemente con gli elettori. Sulla legge elettorale vi è stata un'apertura inaspettata a tesi che contrastano con le costanti posizioni tenute da sempre dal centrodestra e dallo stesso Fini. Persino il tema della legalità, per il quale è innegabile il successo del Governo e della maggioranza in termini di contrasto alla criminalità di ogni tipo e di riduzione dell'immigrazione clandestina, è stato impropriamente utilizzato per alimentare polemiche interne. Il Pdl proseguirà con decisione nell'opera di difesa della legalità, a tutti i livelli, ma non possiamo accettare giudizi sommari fondati su anticipazioni mediatiche.

Le cronache giornalistiche degli ultimi mesi testimoniano d'altronde, meglio di ogni esempio, la distanza crescente tra le posizioni del Pdl, quelle dell'On. Fini e dei suoi sostenitori, sebbene tra questi non siano mancati coloro che hanno seriamente lavorato per riportare il tutto nell'alveo di una corretta e fisiologica dialettica politica. Tutto ciò è tanto più grave considerando il ruolo istituzionale ricoperto dall'On. Fini, un ruolo che è sempre stato ispirato, nella storia della nostra Repubblica, ad equilibrio e moderazione nei pronunciamenti di carattere politico, pur senza rinunciare alla propria appartenenza politica. Mai prima d'ora è avvenuto che il Presidente della Camera assumesse un ruolo politico così pronunciato perfino nella polemica di partito e nell'attualità contingente, rinunciando ad un tempo alla propria imparzialità istituzionale e ad un minimo di ragionevoli rapporti di solidarietà con il proprio partito e con la maggioranza che lo ha designato alla carica che ricopre. L'unico breve periodo in cui Fini ha «rivendicato» nei fatti un ruolo super partes è stato durante la campagna elettorale per le regionali, al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del Pdl.

I nostri elettori non tollerano più che nei confronti del governo vi sia un atteggiamento di opposizione permanente, spesso oggettivamente in sintonia con posizioni e temi della sinistra e delle altre forze contrarie alla maggioranza, condotto per di più da uno dei vertici delle istituzioni di garanzia. Non sono più disposti ad accettare una forma di dissenso all'interno del partito che si manifesta nella forma di una vera e propria opposizione, con tanto di struttura organizzativa, tesseramento e iniziative, prefigurando già l'esistenza, sul territorio e in Parlamento, di un vero e proprio partito nel partito, pronto, addirittura, a dar vita a una nuova aggregazione politica alternativa al Pdl. I nostri elettori, inoltre, ci chiedono a gran voce di non abbandonare la nuova concezione della politica per la quale è nato il Pdl, che si fonda su una chiara cornice culturale e di valori, sulla scelta di un chiaro e definito programma di governo, su una compatta maggioranza di governo e sull'indicazione di un Presidente del Consiglio, in una logica di alternanza fra schieramenti alternativi.

Questo atteggiamento di opposizione sistematica al nostro partito e nei confronti del governo, che - ripetiamo - nulla ha a che vedere con un dissenso che legittimamente può essere esercitato all'interno del partito, ha già creato gravi conseguenze sull'orientamento dell'opinione pubblica e soprattutto dei nostri elettori, sempre più sconcertati per un atteggiamento che mina alla base gli sforzi positivi messi in atto per amalgamare le diverse tradizioni politiche che si riconoscono nel Pdl e per costruire un nuovo movimento politico unitario di tutti coloro che non si riconoscono in questa sinistra. La condivisione di principi comuni e il vincolo di solidarietà con i propri compagni di partito sono fondamenti imprescindibili dell'appartenenza a una forza politica. Partecipare attivamente e pubblicamente a quel gioco al massacro che vorrebbe consegnare alle Procure della Repubblica, agli organi di stampa e ai nostri avversari politici i tempi, i modi e perfino i contenuti della definizione degli organigrammi di partito e la composizione degli organi istituzionali, è incompatibile con la storia dei moderati e dei liberali italiani che si riconoscono nel Popolo della Libertà. Si milita nello stesso partito quando si avverte il vincolo della comune appartenenza e della solidarietà fra i consociati. Si sta nel Popolo della Libertà quando ci si riconosce nei principi del popolarismo europeo, che al primo posto mette la persona e la sua dignità. Assecondare qualsiasi tentativo di uso politico della giustizia; porre in contraddizione la legalità e il garantismo; mostrarsi esitanti nel respingere i teoremi che vorrebbero fondare la storia degli ultimi sedici anni su un «patto criminale» con quella mafia che mai come in questi due anni è stata contrastata con tanta durezza e con tanta efficacia, significherebbe contraddire la nostra storia e la nostra identità.

Per queste ragioni questo Ufficio di Presidenza considera le posizioni dell'On. Fini assolutamente incompatibili con i principi ispiratori del Popolo della Libertà, con gli impegni assunti con gli elettori e con l'attività politica del Popolo della Libertà. Di conseguenza viene meno, allo stato, anche la fiducia del Pdl nei confronti del ruolo di garanzia di Presidente della Camera indicato dalla maggioranza che ha vinto le elezioni. L'Ufficio di Presidenza del Popolo della Libertà ha inoltre condiviso la decisione del Comitato di Coordinamento di deferire ai Probiviri gli onorevoli Bocchino, Granata e Briguglio.


 

24/07/2010

GIUDIZIO PERSONALE SUI GIUDICI MA NON SOLO

Quelli della mia generazione(classe 1935) pensavamo che i giudici fossero persone al di sopra di ogni sospetto, a cui poteva venire assegnata tranquillamente la sorte di tanti disgraziati capitati a torto o a ragione nelle maglie della tela infinita della giustizia. Avrebbero agito mettendo una mano sul codice e l'altra sul cuore. Saggi come Salomone.

In questi anni abbiamo assistito allo smascheramento di molti di questi angeli ( per stare nel sacro ) che di divino hanno... niente! Tanti si sono rivelati "angeli sterminatori". Politicizzati, affratellati, assetati di notorietà e divi ad ogni costo. Non mollano i benefici di una categoria di professionisti che è diventata una casta assolutamente privilegiata e per di più è l’unica che non paga mai gli errori come accade per tutte le altre categorie di professionisti.
Molti di questi giudici,particolarmente delle procure siciliani che oggi fanno parte dell'antimaffia e innegiano all'eroismo di Falcone e Borsellino ,molto sommessamente,quale umile uomo della strada chiedo loro:MA DOVE ERAVATE ALL'EPOCA? E COME MAI TUTTI VOI ERAVATE CONTRO A FALCONE E BORSELLINO insieme a ceri v/s amici oggi politici  molto critici di Berlusconi com'è possibile tutto ciò che cosa pensate che tutti abbiamo mandato all'ammasso la memoria storica dei fatti dell'epoca,come a quanto pare state facendo voi? e no cari amici giudidici IO SONO UNO DI QUELLI CHE RICORDA e anche bene.

A questo punto allego l'interessante articolo del bravo giornalista SALLUSTRI  pubblicato dal quotidiano "ILGiornale,"dal titolo

"I giudici non sono migliori dei politici"

Che con molta chiarezza ancora una volta mette bene in evidenza la categoria in esame e l'opportunità di una seria RIFORMA DELLA GIUSTIZIA ammesso che Berlusconi possa farla visto l'impianto costituzionale ormai Vecchio e che Nessuno viole veramente modificare non già per l'interesse della collettività ma per salvaguardare i loro sporchi interessi di cui ormai tutti noi del popolo siamo ultraconvinti(IO LO SONO)

Altro che legge sulle intercettazioni. Se il Parlamento non si spiccia a mettere mano a una seria riforma della giustizia, la politica morirà del tutto per manifesta sudditanza pratica e psicologica. Ormai sono i giudici a dettare l'agenda del Paese, le scalette dei giornali. Una volta, quando si immaginava un golpe, lo spauracchio erano i colonnelli, oggi sono le toghe. Le quali tengono un po' tutti per le palle in un gioco perverso di ricatti e minacce anche non dichiarate, perché si sa, nessuno è perfetto e le code di paglia abbondano. Solo quell'incosciente di Berlusconi ha il coraggio di affrontare a viso aperto i magistrati e i loro eccessi, gli altri volano bassi, rasenti ai muri perché non si sa mai, visto quello che è successo al Cavaliere. Così, mese dopo mese, la giustizia si prende nuove quote di potere e di immunità con l'applauso di quei gonzi di politici che sperano così di far fuori (...)
(...) avversari e nemici, non sapendo che di questo passo un giorno o l'altro toccherà anche a loro.
Per carità, P3, corruzione e mafia sono cose brutte. Ma possibile che ieri il Parlamento non si sia scosso per una sentenza della Cassazione che toglie l'obbligo dell'arresto per chi stupra o fa prostituire minorenni? Ma che razza di Paese sta diventando questo? Dov’è la politica? Chi ci difende da queste follie? Non certo Nicola Mancino, vicepresidente del Csm, tutto preso a salvarsi dai pasticci targati P3, quel gruppetto di faccendieri e mascalzoni che brigava, per lo più a vuoto, con politici e magistrati. Già, se c'è una cosa che questo scandaletto ha portato alla luce è che il Csm non è quel tempio di verità e giustizia che ci vogliono far credere. No, è un covo di veleni, intrighi, accordi sopra e sotto banco, sgambetti e cose indicibili. Insomma, non sono migliori, praticamente né moralmente, degli uomini che vogliono giudicare. Una classe politica seria non avrebbe paura di gente così, denuncerebbe tutto a costo di arrivare a toccare anche l'inquilino del Quirinale, che del Csm è il presidente e che anche di questo pasticcio, secondo i ben informati, qualche cosa sa.
Ieri Mancino ha detto che sul Csm si sta gettando un cono d'ombra. Lui che di ombre se ne intende, avendo attraversato tutta la storia italiana del dopoguerra, non è però intervenuto quando il procuratore di Caltanissetta, Domenico Gozzo, l'altro ieri, dopo aver rilasciato un'intervista a l'Unità (ma si può fare?) ha lanciato nell'arena la bomba della presunta verità dell'omicidio di Borsellino che «la politica non potrà reggere». Un messaggio ambiguo, destabilizzante, minaccioso. Se Gozzo ha in mano delle prove, arresti chi di dovere. Altrimenti taccia, glielo dovrebbero imporre il ruolo, l'etica e i suoi superiori. E invece niente. Il giorno dopo, cioè ieri, la retromarcia: non mi riferivo a Berlusconi, ha dichiarato il Pm, chiacchierone e impunito. E allora di chi parlava? L'unica cosa certa è che la stagione delle stragi del 1992 ha provocato l'immediata elezione di Scalfaro a capo dello Stato. Cioè una sciagura dietro l'altra. Lo stesso Scalfaro che tirò poi il famoso scherzo a Berlusconi (raggiunto guarda caso da un avviso di garanzia che poi risultò infondato) del ribaltone che, complice la Lega, aprì di fatto alla sinistra la strada di governo.

insomma, a voler ben guardare sarebbe anche interessante sapere la verità. Il fatto è che la conosceremo solo se funzionale al progetto di disarcionare Berlusconi, cioè se cadrà la «bomba atomica» evocata da Fini nel famoso fuori onda con un magistrato. Il quale Fini ieri ha riproposto la questione morale per la politica. Come presidente della Camera avrebbe dovuta porla anche per quei giudici che non vogliono mandare in galera gli stupratori. Ma non lo farà, non gli conviene.

Senza pudore in questo momento gravissimo per tutti quelli che lavorano spezzandosi veramente la schiena e non arrivano comunque a fine mese. Per tutti quelli che non hanno ancora una casa propria nonostante siano già vecchi. Non ce l'hanno fatta a comprarsela perchè con quel poco che guadagnavano, se guadagnavano, dovevano mantenere i figli o per altre emergenze che la vita non risparmia. Per sopravvivere.

I vari governi che si sono succeduti dalla nascita della Repubblica non si sono mai veramente occupati di un serio "Piano casa" accessibile per tutti i cittadini a medio e basso reddito. Come base di partenza per ognuno di questi cittadini. Le case popolari vengono, il più delle volte, donati come mezzo di scambio, per voti e altri favori. I politici se le "comprano" a prezzo di extra-saldo. E nei tribunali i detentori del potere, i giudicanti, spesso e volentieri giocano d'azzardo con le esecuzioni immobiliari fallimentari. Aste truccate per i compari e i compari dei compari. Cittadini strozzati i cui beni vengono poi confiscati e comprati con strani percorsi di cui alle sezioni fallimentari sono degli specialisti.

Sarebbe ora che i Cittadini prendessero coscienza di ciò e non accettassero più di essere vassalli. Pretendessero il rispetto delle regole. Per tutti uguali. E come si fa? Non ho la ricetta. Ma credo che intanto bisogna avere il coraggio di non sottostare più alle bastonate che piovono dall'alto. E intendo dai politicanti di ogni categoria. Che siano governanti o giudicanti d'accatto. Denunciare le malefatte senza paura. per quanto mi è possibile per mio conto io da tempo provo a farlo come appunto sto facendo con questo mio posto odierno.  Se  sacrifici ci devono essere per risollevare le sorti di un Paese andato sott'acqua per gli sprechi non certo dei poveri veri lavoratori, ma provenienti dai palazzi che si chiamano Quirinale,Montecitorio,palazzo Madame,palazzp Chigi con le loro infinite propagine.Insomma l’esempio massimo della dissipazione proseguendo in tutte le aziende pubbliche,come ad esempio la Rai e non solo dove si dovrebbero ridimensionari gli scandalosi compensi e proseguire nei"salotti buoni". I tagli se ci devono essere lo siano per tutti. E in proporzione allo stipendio. Se stipendio c'è. Più alto lo stipendio. più alto il taglio. Per arrivare ad un giusto livellamento di vita.


Visto quanto prima esposto,qualcuno si sorprenderà come mai sono un votante e sostenitore di Berlusconi,di cui ogni occasione è buona per evidenziarlo anche in questo mio modesto blog. ma mi è alquanto facile rispondere loro,dovrei forse votare per un Bersani, un Franceschini,un Letta,un Rutelli un,un Veltroni ,un Casini o un Dalemaper un Di Pietro e i loro compagni di cordata dal momento che questi “cavalieri senza macchia”da ecc. o ancora peggio quando sono in politica a mia memoria non mi risulta alcuna loro reale e fattiva iniziativa o proposta concreta in favore della collettività e da anni calpestano la volontà popolare con sfrenato odio verso Berlusconi tentando in tutti i modi di diligettimare la predetta volontà popolare con la complicità di certi magistrati polticizzati,sopra citati ed il connubio di una certa stampa di sinistra sorretta da certi intellettuali i quali fra l’altro hanno la sfaccetagine di additare Berlusconi come dittatore che calpesta la costituzione ogni qualvolta lo stesso denuncia al popolo elettore la opportunità di nodificare alcuni punti della costituzione alfine di snellire certe pastoi burocratiche e potere attuare la tante agognate riforme di cui il Paese ha bisogno.Questi strani individui o meglio caste parassitarie a spese di tutti noi cittadini con  un  unico obiettivo,abbatterlo ad ogni costo e con qualunque mezzo che nulla a che vedere con quella ch’è e dovrà sempre essere la strada maestra libera scelta con libero voto come ha decretato il popolo italiano per Berlusconi e la sua parte poltica del PDL  e che al di là delle tante false accuse e persecuzione di ogni tipo da anni non fa che confermare a livello di elezioni politiche nazionale,europee,regionali e in gran parte dei comuni italiani .

Ma questi strani individui imperterriti non sanno più cosa inventarsi per destabilizzare Berlusconi al punto che alcuni tra i sopra citati personaggi in questa ultima fase stanno ipotizzando governi diversi e con definizioni della vecchia politica che chi ha la mia età ricorda certamente,tipo larghe intese ma senza la guida del governo di berlusconi(leggi intervista rilasciata qualche giorno addietro del saggio e tanto democratico ma sempre comunista Dalema al corrire della sera come se l'incapace a Governare sia UNICAMENTE la persona Berlusconi,niente di più assurdo e fuori da ogni realtà.Mi chiedo e ai predetti citati e quelli non citati domando ma vi siete chiesto per che mai Berlusconi è voluto dal popolo?forse avete anche la presunzione di pensare che detto popolo non ha la capacità di giudicare non credete che se detto popolo di cui faccio parte osservasse delle v/s azioni concrete in favore della collettività vi avrebbe già portati al governo del paese,domanda inutile perchè a mio avviso ne sieti ben coscienti e con furbizia e ricorrendo a mezzi non previsti dalla n/s costituzione volete conquistare il potere.

Amici lettori non so Voi ma io tutto ciò vedo il tentativo a realizzare un “colpo di stato”per il tramite di una certa magistratura spudoratamente politicizzata e che come ho prima scritto non vuole perdere i vantaggi di cui gode e quello che ancora peggio che in questo lurido e sporco gioco ci sguazzano non solo i politici sopra mensionati ma molti altri che si annidano anche nella parte PDL come il Sig.Fini ed i suoi.Bocchino,Granata e pochi altri vassalli ai quali si mescolano in forma ipocrita altri doppio giochisti del PDL che con i loro giochetti stanno spalleggiando quanto sopra ipotizzato,perché tutti loro oltre ad essere assetati di potere,non vogliono perdere i vantaggi che da anni lucrano con la politica alla faccia di tutti


Difronte alla predetta assurda realtà,credo che non c’è nessuno che possa contraddirmi che il primo e l’unico ad oggi è Berluscini che da anni sta cercando di modificare le diverse storture ed ammodernare questo n/s Paese ma ai me non ha gli strumenti che gli permettano ciò e tutte le volte che Egli ha evidenziato tale realtà anziché collaborare con lo stesso,visto che a parole sono anni che tutti ripetono l’opportunità di modificare certe realtà non più rispondenti alle esigenze del Paese,lo ridicolizzano e l’accusano di voler istaurare un regime dittatoriale che non tiene conto della costituzione.

 

Fermo restando ciò, io penso e credo, che se non si trovi la compattezza dei diversi politici dei diversi schieramenti, ribadisco POLITICI, non i POLITICANTI e per di più quelli di mestiere come i tanti prima citati i quali hanno e vivono nel benessere grazie alla politica ,come lo sto scrivendo da tempo,e qui lo ribadisco il caro Presidente Berlusconi SARA’IMPOSSIBILITATO a portare a termine il progetto per una Italia più giusta, che da oltre 16 anni sta cercando di realizzare.

 

Detto mio auspicio potrà ad alcuni apparire un sogno illusorio ed utopistico,visto il pensare comune che oggi tutti i politici esercitano la politica  perché è tra i mestieri MOLTO BEN RETRIBUITO e con tanti PRIVILEGGI in tutte le direzioni, ormai bene noti a tutti noi.

 

Doverosamente va però pure evidenziato che la maggior parte di detti veri politici,no quelli sopra accennati che io ho e definisco POLITICANTI, anche se sono pure loro SUPER RETRIBUITI E PRIVILEGGIATI a mio avviso, sono entrati in politica,non mi riferisco solo alla parte politica del PDL ma di tutti i partiti, per esercitare la nobile arte della politica come un doveroso servizio sociale per il Paese e della collettività di cui SILVIO BERLUSCONI è l’esempio vivente peraltro condiviso dalla maggior parte del popolo italiano che lo sta votando e sostenendo ormai da anni infischiandosene delle calunnie a lui sempre rivolte ma non perché siamo tutti rincoglioniti e abbiamo l’anello al naso ma perché ribadisco allo stato E’VERAMENTE L’UOMO DIVENUTO OTTIMO POLITICO CHE VUOLE SERIAMENTE CAMBIARE IN MEGLIO QUESTO N/S PAESE.

 

Detti politici io penso  e sono anche certo che gran parte di loro,dei vari schieramenti,si ritrova imbrigliato nei giochi di parte e dalle obiettive difficoltà previste dalla n/s Costituzione.

 

Mi auguro e spero che alla luce di quanto oggi si sta registrando di tanto brutto ANCHE e SOPRATTUTTO nei loro confronti, scatta in loro quindi il giusto orgoglio e si attivano a ridimensionare detti privilegi di cui ribadisco sono pure beneficiari.

 

Detto ridimensionamento non salverà certo le finanze del Paese ma SARA’ UN GRANDE ESEMPIO che loro per primi,unitamente ai signori magistrati e quanti altri ch’è lungo elencarli in termine di uomini e relative strutture si stanno tanto agitando perché non vogliono partecipare ai sacrifici che però il paese chiede a tutti noi,come al sottoscritto nella sua qualità di pensionato che continua ad essere scippato dal fisco su quanto ho accantonato per 40 di lavoro per percepire la pensione che detto fisco tassa con delle aliquote previste per i redditi da lavoro quando in realtà detta pensione è un mio RISPARMIO che ho sottratto dal reddito da lavoro per circa 40 di lavoro dipendente.

 

Si aggiunga altresì  che sin  dall’anno 2000 anno in cui all’età di 65 anni mi sono messo in pensione non ho avuto alcuno adeguamento al costo della vita e DULCIS IN FUNDU grazie all’euro detta pensione mi è stata dimezzata  rispetto alla vecchia lira mentre invece il mio canone di fitto per la casa,visto che io sono uno di quelli sopra menzionati che non ha potuto compare casa,il proprietario ha preteso non l’adeguamento rispetto al cambio ufficiale dell’euro ma secondo il parametro speculativo edilizio che si è registrato da per tutto e particolarmente a Roma,città dove io vivo al punto che allo stato io sono costretto a destinare oltre il 70% del mio  mio unico reddito pensionistico per il solo canone di fitto della casa.

 

Spero quindi che nei predetti a cui sopra mi sono riferito prevalga la loro dignità di uomini d’onore al di là delle proprie idee politiche che oggi a mio modesto avviso vanno accantonate e ognuno di loro al di la e al disopra dell’appartenenza di schieramento dia il proprio contributo obiettivo al governo in carica per la realizzazione di ciò che dalla propria ottica personale valuta giusto e corretto per ammodernare e rendere più giusto il paese anche se il loro contributo che ognuno andrà ad esprimere con il proprio voto,specie quando si tratta di un voto palese potrebbe essere controproducente sul piano personale nell’ambito della propria coalizione di governo o all’opposizione.

 

Comprendo che tutto quanto sto qui esponendo cozza con un certo modo cui si è abituati a far politica ma questo nessuno, che sono io, ritiene e pensa che se non si avrà la forza ed il coraggio di ammodernare detta politica che ovviamente il popolo elettore dall’alto della sua saggezza saprà premiare o punire,noi lasceremo ai n/s figli un paese di cui ognuno di noi, ma in PRIMIS ed INNANZI TUTTO chi è preposto a gestire la cosa pubblica SI DOVRA’VERGOGNARE per il male che si è procurato alle nuove generazioni e la STORIA,come è già accaduto per altri versi per il passato di cui personalmente,vista la mia età,sono stato spettatore non potrà che CONDDANARLI.

 

Infine,chiudo tutto questo mio dire sul quale ognuno di Voi che mi legge,ne faccia l’uso e le valutazioni che ritieni più opportuno, non ultima ,che sono un vecchio illuso che ancora a 75 anni sogna ad occhi aperti e mi si lasci aggiungere quanto segue: oggi come ieri gli appartenenti alle varie caste vivono da faraoni. Gli altri, i più, quelli che mantengono veramente l'Italia e i privilegi dei "novelli faraoni" vivono da schiavi. Nonostante siano passati oltre duemila anni pare che poco sia cambiato nella testa di chi sta al comando. Per comandare ci vuole un DNA speciale e ribadisco per me BERLUSCONI ce l’ha, altrimenti dopo quanto ha e subisce da più parte ogni giorno un altro al suo posto ci avrebbe mandati tutti a FANC…LO ma poiché egli è un VERO democratico ha rispetto del suo popolo che lo vota e lo sostiene al di la di tutte le cattiverie dette e ridette come mai fatto a nessuno a mia memoria.

Quindi cari amici della politica DATEVI UNA MOSSA e fate in modo che vengano realizzate tutte le giuste riforme di cui tutti voi riconoscete la opportunità a parole ma vi opponete con FALSE motivazioni, a Berlusconi  il quale si sta attivando a realizzare da oltre 16 anni.

A proposito di quanto fin qui esposto,prego i mie lettori,se non l’hanno già fatto di leggere l’articolo che vado avanti ad allegare,dove la MERAVIGLIOSA/CORRETTA/PREPARATA e LEALE PERSONA di nome SANDRO BONDI,quale n/s ministro alla cultura che a mio avviso fa parte e direi si distingue fra i tanti Politici quindi non il solito politicante arrogante,che meglio e più organicamente di come possa avere fatto io,mette bene in evidenza i tanti aspetti negativi che vanno cambiati per il bene del Paese.

Elementi che condivido e sottoscrivo sul piano personale.

 

“RIFORMIAMO L’IMPIANTO COSTITUZIONALE”

di Sandro Bondi da Ragionpolitica del 13/07/2010

La fondazione del Pdl, il dissenso politico e culturale espresso dal cofondatore del nuovo partito, il riproporsi della questione delle correnti, richiedono una discussione seria sulla concezione che abbiamo della politica, della funzione dei partiti, del ruolo dello Stato e delle istituzioni in una moderna democrazia. Nel corso della presentazione della rivista di studi politici, diretta da Alessandro Campi, alla presenza del Presidente della Camera, Gianfranco Fini - una rivista che sul piano dei contenuti potrebbe definirsi berlusconiana -, ho tentato di avviare una riflessione scevra da risentimenti polemici e finalizzata unicamente a costruire solide fondamenta al nuovo partito dei moderati italiani. Per certi aspetti si è trattato di un'occasione sprecata, perché in realtà la rivista offriva importanti e utili stimoli di approfondimento.

Tutto ruota attorno al rapporto tra politica e democrazia, come anche un recente editoriale di Galli Della Loggia ha messo in evidenza. Per quanto riguarda la storia italiana, si può dire che, dal dopoguerra fino all'incirca alla caduta del Muro di Berlino, la democrazia, intesa come il dominio dell'uomo politico, si è identificata con la democrazia dei partiti, fino a configurarsi come una vera e propria partitocrazia.

Questa democrazia dei partiti, va precisato, ha coinciso, soprattutto nel nostro Paese, con una «democrazia debole di tipo consensuale». La democrazia dei partiti si accompagna alla debolezza se non allo svuotamento delle istituzioni democratiche e di governo. Alla caduta del fascismo, la centralità assegnata ai partiti, il rinvio al Parlamento degli accordi interpartitici, con il conseguente contenimento del potere della maggioranza e della capacità di decisione dell'esecutivo, è stato il risultato del timore di colpi di mano nel caso in cui l'una o l'altra parte avesse potuto conquistare il potere.

Questa democrazia con una spiccata presenza dei partiti e una limitata capacità decidente delle istituzioni si è prolungata fino ai giorni nostri. All'introduzione del bipolarismo, infatti, soprattutto in seguito alla discesa in campo di Silvio Berlusconi, non ha ancora fatto riscontro una conseguente riforma delle istituzioni, né sul piano costituzionale né su quello dei regolamenti parlamentari. Tanto che a processi istituzionali ancora di tipo archeo-parlamentare - come scrive Giovanni Gazzetta - convive uno strisciante «decisionismo dell'emergenza».

Siamo perciò giunti ad un bivio: o si riforma finalmente l'impianto costituzionale adeguandolo a forme di governo democratiche in quanto consentono decisioni democraticamente assunte, oppure continuerà inesorabilmente il processo di logoramento della politica e della sua legittimità democratica.

In questo quadro, occorre porsi anche la questione del ruolo dei partiti relativamente alle istituzioni. Già nel 1952 Adriano Olivetti riteneva che la società e la politica sarebbero state in grado di funzionare senza la mediazione dei partiti. Egli concepiva lo svolgimento della politica all'interno delle istituzioni, ridisegnate in chiave federalista. Questo presupponeva e presuppone una concezione più alta della politica, corrispondente ad una nuova idea della libertà e della democrazia. Un'idea di politica e di democrazia in cui la competenza riveste un ruolo importante.

A mio avviso questo dovrebbe essere il livello della discussione che dovrebbe svolgersi all'interno del nostro movimento politico: riforma delle istituzioni, riforma della politica, formazione di una nuova classe dirigente onesta e competente. Questi sono i punti chiave sui quali dovrebbero cimentarsi tutti coloro che vogliano davvero rappresentare un punto di riferimento per il futuro. Soltanto evocare le correnti, soprattutto dopo le novità introdotte da Berlusconi nella politica in Italia e non solo, a me pare una pericolosa e mio-pe illusione ancora influenzata dai retaggi del passato.

 


 

Infine ad ogni buon intenditore ricordo quanto ebbi a dichiarare saggiamente il n/s giovane ministro della Giustizia  Angelino Alfano che le regole delle democrazie occidentali non sono un vidiogamme : chi vince le elezioni governa, chi non vince le elezioni non può governare". "Nel nostro paese –a quanto pare però certi politicanti confondano la politica e la democrazia come si trattasse di un video gioco, ma non è un gioco per cui hai un telecomando e cambi". Dopo aver rimarcato i successi elettorali del governo, il Guardasigilli assicura che "a presiedere questo governo c’è e ci sarà Berlusconi, che sta bene di suo e non ha certo bisogno di mettersi in tasca i soldi della politica, anzi ci ha rimesso". Chi invece, secondo il ministro, ha bisogno di una ristrutturazione per avere un nuovo "slancio propulsivo", è il Pdl, dove ci sono "nodi da sciogliere per evitare il fallimento del progetto". Questo partito, ricorda Alfano, "è nato su una grande intuizione che ha voluto offrire all’Italia un grande partito liberale del 40%, che ha avuto già una straordinaria capacità di esordire con un successo nel 2008 e negli anni successivi, alle europee e alle regionali".

Sagge parole condivise e sottoscritte non solo dallo scrivente ma certamente dalla stragrande maggioranza del popolo italiano,quindi signori politicanti mettetevi l’anima in pace e se ne avrete le capacità dimostratelo con atti concreti e aspettate il v/s turno se avrete saputo guadagnarvelo altrimenti tornati nei ranghi e smettetela  di prendere in giro il popolo che non ha le orecchini al naso come voi illusoriamente pensate e tutto ciò vi garantisco che avrete modo di ricostatarlo dopo il 2013 alle prossime elezioni di questo n/s Paese. E’ FINITA LA CUCCAGNA NON E’ PIU TEMPO di vivere a spese della collettività per i propri sporchi privileggi e io quale uomo di 75 spero di potere ancora vivevere un po di anni per vedere finalmente ammodernato il mio Paese

 

Con l’augurio che avete avuto la pazienza di leggermi in questo mio ulteriore sfogo di cittadino libero per il quale mi piacerebbe riceve dei v/s commenti, Vi ringrazio ed invio un caloroso saluto a tutti v/s

Pensionato incavolato(alias nonno nino classe 1935)

Dopo quanto esposto con il mio post, sull’edizione di domenica 18/luglio del quotidiano “Il Giornale”ho con piacere letto l’articolo che segue  che allego per quanti non l’anno letto,visto che nella buona sostanza,il Dott.Veneziani con quanto ha esposto nelle sue linee generali ed in maniera organica non fa confermare quanto io ho tentato di esporre.

“QUella tesi ridicola sul Cav malavitoso"

Volete farci credere che una cosca mafiosa guidata da Silvio Berlusconi ha preso in mano l’Italia e «ruba per comandare, comanda per rubare». Volete farci credere che ogni fenomeno di malavita e di malaffare degli ultimi trent’anni, dalla P2 alle stragi di mafia, dalla corruzione alla camorra, abbiano come «utilizzatore finale» e corruttore sovrano Silvio Berlusconi, prima nel mondo degli affari e poi della politica.
Volete farci credere insomma che decine di milioni di italiani, abbiano preferito farsi governare per tutti questi anni da un Delinquente Assoluto e siano così imbecilli e ammiratori della delinquenza da preferire lui a un’Italia migliore e più onesta ricacciata all’opposizione. Così fu secondo voi, ai tempi di Mussolini il dittatore, così è stato ai tempi di Andreotti capo della Cupola e di Craxi Re di Tangentopoli, così è ai tempi di Berlusconi che è sintesi dei tre precedenti.
Ora non sono così scemo e velenoso da rovesciare la vostra sentenza, e credere da un verso che Berlusconi sia un santo circondato da santini, e dall’altro che voi siate aguzzini connessi a una rete di magistrati e spie. Ma non posso accettare la riduzione di un governo, di un leader e di un popolo che lo sostiene, a una rete criminale. Non posso farlo e non per principio o per partito preso, ma per senso della realtà, perché vedo i fatti e riconosco i moventi, conosco le biografie di accusati e accusatori, i caratteri, le imprese, i risultati, faccio bilanci e paragono lati oscuri e lati positivi, e commisuro i politici di un versante ai politici dell’altro versante. E tirando le somme, non riesco proprio a dire, nemmeno sotto tortura, che mi trovo davanti a un Delinquente che ha fatto del crimine, del furto e del comando, la sua Trinità di vita. E non riesco nemmeno a dire che l’Italia starebbe meglio senza di lui.
Se davvero poi credete, come ripetete a giorni alterni, che Berlusconi è megalomane e narciso, dovrete pure convenire che la sua voglia di piacere, di lasciare un’impronta nella storia di questo Paese, lo portano a volte a commettere imprudenze ma non certo a vendersi la gloria per un mucchio di soldi o per un salvacondotto di legge. Non capite di che pasta sono fatti i megalomani, quali molle li muovono, quali aspirazioni li spingono.
Sono stato tra i primi, credo, a chiedere su questo Giornale che Berlusconi scaricasse la corte o quantomeno si liberasse dei suoi più discussi cortigiani; ma credevo poco all’effetto dell’esortazione. Devo invece dire che Berlusconi è stato netto e tempestivo, sia nel caso Scajola che nel caso Brancher e nel caso Cosentino. Certo, sarebbe stato meglio farlo prima e in certi casi ancora più a monte sarebbe stato meglio non circondarsi di certa gentaglia. È vero. Però è vero pure che i contorni netti di un personaggio e di una vicenda possono anche non essere ben chiari nel corso di anni; un leader, soprattutto quando è molto concentrato su di sé, studia poco i suoi uomini, si accontenta della loro devozione. E questo è un errore, ma non è un segno di complicità. Come inverosimile è coinvolgere Berlusconi nelle trame criminose della mafia nei primi anni novanta, quando non era ancora sceso in politica. Volete insanguinare la sua avversione ai magistrati, e caricarla dell’ombra criminale della mafia; ma non potete realisticamente collegare un conflitto di oggi con le stragi di mafia di ieri. È pazzesco, è perverso.

So che in questi scandali venuti al sole bisogna distinguere tra agguati e corruzione, ed è difficile scorgere bene la linea divisoria. Credo all’esistenza di ambedue, a un lato estremo c’è una pianificazione della caccia al politico e all’altro lato estremo c’è uno sconfinamento nel malaffare. Ma non penso che tutto ciò che stia nel mezzo possa ridursi a uno dei due.
Continuo a pensare che l’esperienza di Berlusconi al governo del nostro Paese possa aver deluso alcune aspettative, ma che sia ancora preferibile a quella a cui ci avevano avviato i suoi predecessori del centrosinistra. Arrivo a dire che in queste condizioni, con questa classe dirigente, in questo Paese, è forse la migliore delle soluzioni a portata di mano.
Poi vedo alcune zone grigie e altre oscure, ma so che di ogni realtà devo ponderare i lati in ombra e quelli in luce. Devo paragonare gli uni agli altri e poi devo paragonare i competitori e le loro esperienze di governo. Così è fatta la politica. Mi offende leggere la riduzione di questa fase della nostra vita politica al disegno criminale. Offende l’intelligenza, la dignità, il nostro senso morale. Ma offende soprattutto la percezione della realtà, dei fatti e delle circostanze.
Finitela con questa invocazione di sangue e arena. Perché sangue chiama sangue e il veleno sta avvelenando il Paese, dividendo razzialmente persone per bene che la pensano diversamente.


 

01/07/2010

L'ESEMPIO PRIMA VENGA DAL PALAZZO

Cari amici di questo blog,qualora Vi fosse sfuggito eccovi l'editoriale che Mario Cervi ,attento ed obiettivo Giornalista di chiara fama martedì 29/06/2010  ha pubblicato sul quotidiano"Il Giornale"dal quale si evincono alcune CRUDE REALTA' sull'andazzo del n/s Paese per le quali,personalmente mi auguro che il n/s stimato(da me certamente si) Presidente BERLUSCONI ne faccia oggetto di riflessione e provveda con tutti i mezzi di cui dispone a MODIFICARE certe ASSURDITA' di cui TUTTI(Io certamente)siamo stanchi e STUFI.

Vista la pia illusione che mi porto avanti ormai da anni che questo mio blog viene di tanto in tanto visitato dal Presidente Berlusconi o quantomeno che ne sia informato da chi gli sta vicino,fermo restando in questa mia illussione,mi permetto anch'io di ricordare allo Stesso,qualora altri non l'hanno già fatto di ascoltare l'intervista che il Governatore della Lombardia FORMIGONI che lunedì 28/06/2010 ha rilasciato a Ski a proposito delle note divergenze delle Regioni con il governo in merito alla manovra.

Quanto ha evidenziato Formighoni,quale modesto cittadino lo trovo MOLTO CORRETTO e presumo che questo mio giudizio è altreì condiviso dalla maggioranza degli italiani dal momento che  in qualche modo si lega a quanto il Dott.CERVI ha messo in evidenza nel suo editoriale odierno qui allegato di cui ogni buon cittadino NON PUO'NON ESSERE DACCORDO,fatta eccezione dei facinerosi e dei soggetti interessati e Lei caro Presidente Berlusconi NE DEVE TENERE DEBITO CONTO.

V/s pensionatoincavolato alias nonno nino classe 1935)

 

La parola d’ordine è austerità.


Il messaggio virtuoso è stato lanciato dai partecipanti al G20 in Canada e ripreso con forza da Silvio Berlusconi. «Molti Paesi anche fuori dall'Europa - cito Berlusconi - sono vissuti al di sopra delle loro possibilità. Questo non può andare avanti... Ci dovremo rassegnare a diminuire le nostre spese e a far sì che la spesa corrisponda alle entrate».

Parole sante.

Che dovrebbero rappresentare l'abc del buon politico e che invece nella stragrande maggioranza dei politici suscitano furore e sgomento insieme.

Tenere i conti in ordine? Scucire la borsa pubblica solo se si ha la certezza che i quattrini ci sono e che saranno ben spesi? Ma che razza di pretese sono queste? Sperperare è bello e se i pignoli vanno a fare le pulci ai bilanci, magari anche ai bilanci di enti qualificati come quelli culturali, contro l'affronto miserabile insorgono artisti, cantanti, nani, ballerine.

Il Cavaliere ha ragione. E non vorrei, con qualche chiacchiera terra terra, distoglierlo dalle preoccupazioni per i grandi temi della finanza italiana. Ma forse, solo guardandosi attorno, e nemmeno uscendo dall'ambito dei Palazzi romani, Silvio potrebbe individuare tante realtà sperperatrici sulle quali il bisturi risanatore avrebbe modo di operare con immediata efficacia.

Quei palazzi si chiamano Quirinale, Montecitorio, Palazzo Madama, Palazzo Chigi, con le loro infinite propaggini. Insomma l'esempio massimo di dissipazione ufficiale, adornata di innumerevoli auto blu e di faraoniche indennità, è la politica.

Tutta la politica che alimenta centinaia di migliaia di posti, e dà al consigliere regionale nullafacente d'una regione ininfluente un compenso che un professore universitario nemmeno se lo sogna.

Se fate questi ragionamenti ai marpioni del potere vi rispondono con degnazione che quand'anche i parlamentari e le loro indennità fossero dimezzati, si tratterebbe pur sempre di cifre modeste. Poca cosa in confronto alle voragini del debito. Cifre modeste, e sia: ma con un alto valore esemplare.

Ho scritto tante volte e non mi stanco di ripetere che tutte le misure di correzione del sistema pensionistico ideate da chi teme per i conti dell'Inps e tradotte in disegni di legge devono essere precedute da un atto di decenza: ossia la rinuncia dei parlamentari al trattamento pensionistico privilegiato che si sono cucito addosso. Sarebbe scandaloso che deputati e senatori imponessero rinunce ai pensionati da qualche centinaio di euro al mese senza rinunciare loro per primi.

So che questi sono argomenti facilmente classificabili sotto la voce qualunquismo, e dalle teste d'uovo trattati come sguaiate proteste di avversari della democrazia. Non capisco perché sia antidemocratico sottolineare che i parlamentari e gli europarlamentari e i consiglieri regionali italiani godono di introiti in generale molto superiori agli introiti dei colleghi stranieri. I nostri sono più bravi e più utili? Ilarità in sala.

Mi piacerebbe - e lo scrivo sapendo quante difficoltà incontri il presidente del Consiglio per reggere le redini del Paese con gli strumenti istituzionali e burocratici di cui dispone - mi piacerebbe dunque che Berlusconi non contraddicesse, con alcune decisioni, le sagge affermazioni che ho più sopra citato.

Le nomine repentine di nuovi ministri, anche quando non siano accompagnate dai sospetti del caso Brancher, appartengono a rituali della prima Repubblica. Quando per accontentare un alleato riottoso o per soddisfare un collaboratore smaniante si procedeva a investiture senza rilevanza e senza senso.

Non dovrebbero esserci organismi istituzionali utilizzati come aree di parcheggio o come tavola imbandita per soddisfare alcuni appetiti.

Niente ministeri inutili. Niente «autorità» inutili. Niente esponenti dei partiti, in queste autorità, che per obbedire a chi li ha designati e per il resto non fare niente incassano 400mila euro l'anno.

Un'ultima annotazione. Ho visto di tutto, e tollerato molto. Ma l'idea che un ex funzionario della Regione Sicilia riceva - a quanto pare legittimamente - oltre quarantamila euro di pensione al mese mi toglie il sonno.

PS:

Caro Dott.Cervi a Lei toglie il sonno a me il tutto  mi fa tanto INCA…RE e con il Suo permesso mi permetta di aggiungere a quanto Lei ha bene evidenziato, che se nei restanti anni della legislatura il caro e stimato Berlusconi che sostengo e voto sin dal primo giorno,non troverà il modo di ELIMINARE  LE ASSURDE E INGIUSTE REALTA’SENZA VERGOGNA da parte dei beneficiari che ribadisco  LEI ha così bene evidenziato con il Suo editoriale sopra riportato,vista la mia età ormai di 75 anni, lascerò questo Paese con tanta amarezza ed il pianto nel cuore per i n/s giovani figli e nipoti e UN GRANDE VAI AFF…..ULO a SILVIO a cui CERTAMENTE si unirà a me la maggioranza degli italiani che lo stiamo votando e sostenendo.

Mi auguro però  che questa volta  Silvio MI LEGGA DAVVERO e faccia una seria riflessione e vigili su chi gli sta intorno che nell'apparenza  dimostrano essere seri alleati,Vedi Bossi e suoi discepoli, con i loro strani comportamenti e le  forbiante dichiarazioni di detto Bossi a cui si aggiunge o meglio spicca Fini che si definisce coofondatore del PDL al quale si aggiungono Bocchino,Durso,Granata e pochi altri a lui devoti per grazie ricevute dal predetto Fini il quale si sta divertendo a giocare da grande politico navigato con attegiamenti da statista,mentre in realtà ci è molto chiaro a tutti che il suo unico obiettivo e far cadere Berlusconi perchè nella sua insaziabile ambizione vuole il suo posto.

Visto quanto sopra,sotto gli occhi di tutti,salvo a chi non vuole  vedere risulta essere bene evidente non conforme ed è un impedimento ai  reali proponimenti e relativi obiettivi che Berlusconi vuole realizzare,quindi spero che prenda gli opportuni provvedimenti per dare agli oppositori interni che vigliaccamente si mimitizzano,quello che meritano, senza alcun riguardo, se vuole passare alla storia del Paese come il grande statista che ha saputo ammodernare e rendere più giusto questo n/s Paese,come ha promesso al suo popolo che l'ha e continua a credere come io sto ancora facendo,quale esponente di questo suo popolo o ai me come l'uomo ed il politico che in tutti questi anni le forze a lui contario l'hanno e continuano a dipingerlo e che personalmente ho e caparbiamente persisto a non accettare,come viene comprovato ogni giorno anche per il tramite di questo mio modesto blog

Pensionatoincavolato(alias nonno nino classe 1935)